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Utente: seymourglass
Sono morto in Florida l'estate del 1948, sparandomi un colpo di pistola nella tempia destra. Avevo trentun anni.

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sabato, 05 settembre 2009

Questo dovrebbe essere il suono del nuovo libro di Seymour.

http://www.youtube.com/watch?v=cKNq81ao1HI

postato da: seymourglass alle ore 15:59 | link |
categorie: musica, libro, enfasi
venerdì, 10 luglio 2009

Emiri, muratori e puttane. Wall Street nel deserto.

http://www.sergionazzaro.com/?page_id=2556

postato da: seymourglass alle ore 18:49 | link |
categorie: elliot, dubai, heores, sergio nazzaro

Ahhhhhh.

Che c’è, che hai?

Ho fatto... un sogno bruttissimo.

Che cosa?

Non posso dirtelo...è troppo brutto.

Dammi la mano. Cerca di non pensarci.

Non ce la faccio. Non riesco a pensare ad altro che al sogno.

Che succedeva?

La maestra aveva la faccia dipinta...mi ammazzava.

E’ il film che abbiamo visto ieri sera...quello con gli scozzesi, con tutte quelle battaglie...ho fatto male a fartelo vedere.

Dopo qualche secondo di silenzio. Papà?

Sì.

Non c’erano gli scozzesi nel sogno.
postato da: seymourglass alle ore 11:57 | link |
categorie:
sabato, 04 luglio 2009

Se ci fosse un paradiso (o un inferno) degli scrittori, chi ti piacerebbe incontrare (o ri-incontrare)?

 

Come ho già detto, Sandro Onofri. Gli racconterei tante cose assurde. Ma lui non si stupirebbe, no.

Poi mi piacerebbe trovarmi faccia a faccia con Derek Raymond. Prendermi una sbronza colossale con lui. Parlare del castello dove viveva da bambino. Chiedergli di Dora Suarez: chi era, l’hai conosciuta veramente?

E la prima cellulare tumorale, l’hai sentita quando si è assestata sul tuo polmone?

Poi: Jack London. Mi farei con lui un tuffo da una barca attraccata al largo. Come il finale di Martin Eden, il mio libro preferito.

Poi Pasolini. Lo abbraccerei stretto. Poi forse mi farei fare un pompino da lui.

Poi: Maurizio Salabelle. Gli direi: Mauri’, Un assistente inaffidabile è un capolavoro. Sei morto tredici giorni prima che nascesse mio figlio. Che t'è preso?

Poi Carmelo Bene. Sai, sono stato a casa tua  quando sei morto, a via Aventina e ho sfogliato i tuoi libri, ho visto le tue sottolineature. Sottolineavi tanto. Studiavi. Quando l'ho capito ti ho stimato ancora di più. 

(continua)

postato da: seymourglass alle ore 00:18 | link |
categorie: pasolini, onofri, jack london, scrittori morti, salabelle, derek raymond
domenica, 21 giugno 2009

L'unica persona del mondo della letteratura italiana che Seymour ha sentito come suo fratello, si chiamava Sandro Onofri. Si sono conosciuti tardi, frequentati poco, scritti tanto. Era un professore, ma non sembrava perché aveva un forte accento romanesco che a Seymour rassicurava molto. Il sorriso aperto, franco, il  caschetto di capelli grigi, l'aria ironica e insieme disillusa. Seymour se lo ricorda così, appoggiato a un palo della luce, di fronte alla libreria Mondadori di via Appia. Si erano dati appuntamento per una presentazione di chissà quale libro. Ma tutt'e due rimasero fuori a parlare, non entrarono, chissà perché. Gli manca assurdamente, Sandro. Sentiva di avere un fratello. E ora è solo. 
postato da: seymourglass alle ore 12:56 | link |
categorie: letteratura italiana, fratello, sandro onofri
venerdì, 19 giugno 2009

E’ buffo andarsene in questo modo. Sai esattamente come morirai.

postato da: seymourglass alle ore 00:04 | link |
categorie: morte buffa
lunedì, 15 giugno 2009

Ogni essere umano è fatto per scrivere un libro. Un libro geniale o mediocre, non importa, ma colui che non scriverà niente è un essere perduto, non ha fatto altro che passare sulla terra senza lasciare traccia.

postato da: seymourglass alle ore 22:44 | link |
categorie:
martedì, 09 giugno 2009

Seymour stanotte ha fatto un sogno brevissimo. A un certo punto diceva a qualcuno: voglio essere sterminato. Poi si correggeva: voglio essere amato sterminatamente.

postato da: seymourglass alle ore 11:06 | link |
categorie: amore, sterminato
sabato, 23 maggio 2009

Seymour stanotte ha sognato di trascinarsi su una vallata vulcanica con il computer sulla spalla. Camminava camminava, tutto intorno a lui era nero. A un certo punto si è fermato, ha poggiato il computer sui ciottoli lavici. Lo ha montato – tastiera, monitor, cervellone. Lo ha acceso. Poi ha cominciato a scrivere, senza una sola idea in testa. Poco dopo accanto a lui sono arrivate altre persone. Tutte trasportavano un computer sulla spalla. Anche loro si sono sedute e hanno cominciato a scrivere. Con i crateri che dietro di loro eruttavano cenere e lapilli.

postato da: seymourglass alle ore 13:31 | link |
categorie: scrittura, lapilli, crateri
mercoledì, 13 maggio 2009

Seymour stanotte ha sognato che era morto e al suo funerale Bobo Rondelli cantava Gigiballa. Si è svegliato piangendo, non per la sua morte ma per la bellezza e lo struggimento della canzone.

postato da: seymourglass alle ore 17:06 | link |
categorie: morte, bobo rondelli, gigiballa